Xanthos era una città della Licia, situata in un’area corrispondente all’attuale Kınık, nella provincia di Antalya, fu dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1988.

In origine era meglio conosciuta con il nome greco di Arñna, infatti gli Ittiti e i Luviani erano soliti utilizzare il termine di Arinna per delineare la città. Con i romani assunse il nome di Xanthus e divenne centro culturale e commerciale per i liciani, persiani, macedoni, greci e per gli stesssi romani, popolazioni, queste che si avvicendarono tutte, alla città sottoponendola alla loro egemonia.

Spesso oggetto di citazione da parte di numerosi scrittori greci e romani, tanto che Strabone ne declinava le caratteristiche affermando, inoltre, che si trattasse della più grande città liciana. Erodoto e Appiano trattarono la tematica della sua conquista ad opera di Harpagus, per conto dei persiani, nel 540 a. C.. Dagli scritti è facilmente intuibile di come si trattò di una battaglia molto cruenta, infatti i persiani, dopo aver sconfitto un esiguo esercito licio nella pianure settentrionali della città, assistettero alla ririrata dei liciani che, vedendosi accerchiati procedettero con il distruggere la loro stessa acropoli, uccidendo le loro mogli, i figli e gli schiavi per poi condannarsi a morte sicura scagliandosi contro le truppe persiane. L’intera popolazione venne uccisa, le uniche persone che si salvarono furono ottanta famiglie che non erano presenti nell’area durante la battaglia.

Con la nuova dominazione persiana, venne insediato un capo a Xanthos nel 520 a.C. e iniziò ad essere in uso il conio delle monete. Co il 516 a.C. la città venne inclusa tra i primi nomos della lista tributaria del sovrano Dario I di Persia.

Alcuni anni in seguito cadde sotto la dominazione di Alessandro Magno, regno, i cui caratteri sono ancora oscuri, in quanto Arriano, nei suoi scritti parla, dapprima di un evento pacifico per poi contraddirsi immediatamente dopo, descrivendolo come un vero e proprio saccheggio. Con la scomparsa di Alessandro Magno la città sarà oggetto del regno dei suoi eredi, per poi essere sottoposta alla fiorente dominazione romana, le cui testimonianze archeologicche sono ancora oggi visibili, grazie alle rovine di un anfiteatro romano.

La città di Xanthos è legata anche alla presenza dell’omonimo fiume, così chiamato in quanto si tratterebbe della traduzione in greco della parola Sirbe, Sibros o Sirbis che significa giallo. Certamente ci si chiederà la motivazione di una tale nomea; la questione è semplice, in quanto si voleva indicare la pigmentazione idrica dello stesso, determinata da un terreno a base alluvionale presente in valle. La leggenda più conosciuta inerente a questo bacino idrico vorrebbe la sua creazione legata agli spasimi del parto di Latona, alla quale venne dedicato il tempio eretto sulla riva occidentale del fiume, a poca distanza da Xanthos.

Photo – Carole Raddato
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