Smirne, anche denominata Izmir è la terza città per numero di abitanti dopo Istanbul e Ankara. Città natale del poeta Bione e considerata anche quale luogo natio del poeta Omero.

L’etimologia del nome della città deriva dal termine mirra, proprio a delineare la presenza di detto arbusto nel luogo di fondazione della città. Izmir è il nome che assunse nel 1930.

La storia della città risale al III millennio a.C., tanto che sembra coincidere con quella di Troia. Nel 1500 a.C. venne occupata dagli Ittiti, ma con la caduta di Troia e della capitale Hattusa, l’impero entrò in crisi.

Nel VIII secolo a.C. cadde sotto l’egemonia di Mileto e Smirne fondò numerose colonie in Libano, Siria, Grecia e lungo le coste del Mar Nero.

Smirne conobbe poi la dominazione dei persiani, che, però si caratterizzò per un periodo di grande decadenza. Nel 333 a.C. Alessandro Magno la rifondò e nel 133 a.C. cadde in mano romana, dopo che l’imperatore Marco Aurelio la fece riedificare in seguito agli ingenti danni subiti in seguito al grande terremoto che avvenne nel 178 a.C..

Durante l’impero bizantino la sua corsa espansiva subì una battuta d’arresto, in quanto venne offuscata dalla vicina Efeso. La sua importanza tornò ad essere lucente con la ripresa del commercio medievale di bemi di lusso, con gli imperatori macedoni. Nel 1076 giunsero in città i turchi Selgiuchidi e la località cadde nuovamente in decadenza.

Nel 1261 divenne colonia genovese e nel periodo compreso tra il 1320 e il 1402 fu ceduta ai cavalieri ospitalieri, ed in seguito conquistata dai tuchi ottomani, che la possedettero per più di cinque secoli.

Durante questo periodo crebbe la sua importanza tanto da divenire fulcro del commercio e vero e proprio snodo fra le piste carovaniere dell’Asia e il Mare Mediterraneo, anche grazie alla multietnicità della sua popolazione che era un vero e proprio connubio di confessioni e lingue.

Nel 1920, con il Trattato di Sèvres venne assegnata la città alla Grecia, per poi essere riconquistata dall’esercito turco nel 1922.

Attualmente è un centro importante circa l’esportazione di prodotti agricoli quali frumento, mais, olio, agrumi, uva, fichi, tabacco, cotone e pelli, oltre ad essere sede di industrie cantieristiche, meccaniche, petrolchimiche, alimentari e tessili. Smirne è il maggior porto di esportazione della Turchia, Istanbul, invece è il maggior porto di importazione.

La città presenta numerosi musei, l’agorà voluta da Marco Aurelio, la Chiesa di San Policarpo, il mercato coperto, numerose moschee e sinagoghe e una serie di parchi. Smirne, con le città di Efeso, Laodicea, Filadelfia, Sardi, Thyatira e Pergamo, forma le sette chiese citate da San Giovanni Evangelista nel libro dell’Apocalisse.

Innanzitutto è d’obbligo concedersi una visita al Museo Archeologico fondato nel 1924 sul sito della chiesa di Ayavulka. Aperto al pubblico nel 1927, per poi essere trasferito nel Padiglione nazionale dell’Educazione al Parco della Cultura e nel 1984 al Parco Bahribaba.

Lo spazio espositivo totale è di circa 5000 mq che ospitano reperi dell’età bronzea e dell’epoca bizantina, oltre ad essere anche sede di alcune testimonianze sstoriche ottomane.

Altri musei che occorre scoprire sono il Museo Etnografico che, con le sue esposizioni si ripromette di soddisfare la curiosità dei turisti che desiderano conoscere con maggiore precisione l’evoluzione della civiltà umana nel corso dei secoli. Troviamo poi il Museo di Storia e Arte, che ospita statuette e reperti vari, che consentono un viaggio nel tempo, in pochi metri quadri. Il Museo Atatürk, che porta il nome di uno dei principali presidenti del Paese. Il Museo di Arte e Scultura che cerca di indagare quali tecniche artistiche siano state impiegate dalle varie popolazioni che si sono succedute nell’area, per la realizzazione delle opere architettoniche che ivi furono compiute, elemento che lo accomuna con il Museo di Arte Selçuk Yaşar. Il fiorente commercio che connotava e ancora adesso caratterizza la città trova il giusto riconoscimento nelle esposizioni del Museo Marittimo di Inciraltı, del Museo della Storia Commerciale e del Museo Ferroviario.

Photo – Kusadasi-Guy
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