Patara era una città marittima e commerciale situata sulle coste mediterranee della Turchia. Originariamente denominata Arsinoe, sorgeva nei pressi dell’attuale Gelemiş, in provincia di Antalya. Una particolarità che merita di essere ricordata è quella che identifica questo luogo come la città che diede i natali a San Nicola di Bari, il quale trascorse gran parte della sua esistenza nella vicina Myra, attuale Demre.

Considerata come un porto naturale, il più importante della Licia, Patara, secondo la tradizione venne fondata da Pataro, figlio di Apollo. I primi coloni furono i Dori, provenienti dall’isola di Creta, che importarono il culto di Apollo.

La città venne conquistata nel 333 a.C. da Alessandro Magno e, durante la guerra di successione dei Diadochi fu sottomessa da Antigono I Monoftalmo, prima, e poi da Demetrio I Poliorcete, infine dai Tolomei. Tolomeo II procedette con un’opera di espansione della città, attribuendogli il nome di Arsinoe, denominazione attribuita in virtù del nome della moglie e sorella di Tolomeo, Arsinoe II, appunto.

Nel 196 a.C. Antioco III conquistò la città e, dopo la sua disfatta per mezzo dell’esercito di Roma, la regione venne sottoposta alla dominazione di Rodi, isola alleata dei romani fino al 167 a.C.. L’anno 88 a.C. fu assediata da Mitridate IV, re del Ponto, per poi sottomettersi a Bruto in occasione del conflitto contro Marco Antonio. Nel 43 a.C. venne ufficialmente annessa all’impero romano.

Patara è citata anche nelle scritture del Nuovo Testamento, indicandola come il porto da dove San Paolo e San Luca cambiarono nave. La città in poco tempo divenne cristiana e i primi Vescovi che ivi si stabilirono sono conosciuti grazie alla menzione da parte dello storico francese Michel Le Quiene. Si tratta di Metodio; Eudemo presente al primo Concilio di Nicea nel 325 d.C.; Eutichiano nel periodo del Concioio di Seleucia nel 359 d.C.; Eudemo II presente al Concilio di Costantinpoli I del 381 d.C.; Cirio nel Concilio di Calcedonia avvenuto nel 451 d.C.; Licinio durante il Sinodo di Costantinpoli del 536 d.C.; Teodulo nel Concilio di Costantinopoli IV nell’879 d.C..

Con l’impero bizantino la città rappresentava un centro di incontro tra oriente ed occidente, per commercianti e pellegrini e, ancora oggi, anche se la sede è vacante dal 3 febbraio del 2006, è sede vescovile della Chiesa Cattolica romana.

Le numerose testimonianze storiche della città permangono ancora sotto forma di rovine, situate lungo la costa ad oriente del fiume Xanthus, tra le quali spicca, sicuramente, il Teatro scavato sul fianco settentrionale di una piccola collina e una buca circolare che, potrebbe essere stata sede di un famoso oracolo. I resti delle mura e delle torri coprono un’area vasta e sembrano da attribuirsi ai reperti di un antico castello. Esternamente le mura sono reperibili molti sarcofagi in pietra e altari, purtroppo alquanto rovinati. Sono rinvenibili anche dei resti di impianti termali risalenti al tempo dell’imperatore Vespasiano.

Patara

Photo – steve deeves &Harald Brendel
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