Altro edificio di notevole interesse culturale è l’Yıldız Palace (letteralmente Palazzo delle Stelle Palazzo Yildiz), un enorme complesso ottomano, utilizzato quale residenza del sultano e delle sua corte nel XIX secolo. Eretto nel 1880 e a lungo utilizzato quale casa vacanze prediletta da numerosi sultani, per poi trasformarsi in vera e propria sede del potere ottomano, il quarto in ordine di utilizzo, dopo la Eski Saray a Edirne e il Palazzo Topkapi e Dolmabahçe enrambi a Istanbul.

La particolarità dell’edificio consiste nell’essere articolato in più strutture, tra i quali gli appartamenti statali, il padiglione di Malta, il teatro Yıldız, l’Opera House, il Museo di Palazzo Yildiz nonché le preziose porcellane di San Pietroburgo.

L’edificio imperiale ha due piani e un seminterrato, il tutto costruito con legno e pietra. Fu costruito in tre diversi momenti, dapprima nel 1870, avendo a modello uno chalet svizzero. La seconda costruzione è avvenuta nel 1889 per ospitare il Kaiser Guglielmo II, il primo sovrano straniero a visitare la città di Costantinopoli. Si aggiunse il Salonde Sedefli (Salone della Madre perla), il cui nome deriva dal massiccio impiego di questo materiale per coprire la quasi totalità delle sue superficie. Infine, la terza sezione, anch’essa aggiunta, nuovamente in onore del Kaiser Guglielmo II, nel 1898, si articola in una grandiosa sala con un tappeto dalle dimensioni gigantesche, tanto che si rivelò necessario il lavoro di oltre 60 tessitori, per dare vita all’arazzo di 400 m².

A lato nord del palazzo troviamo un padiglione dedicato alla commemorazione di alcuni luoghi conquistati e di importanti battaglie, tanto che prende il nome di Sala Malta, nome assunto per ricordare l’assedio di Malta.

Particolarmente rilevante è anche il teatro, costruito dal sultano Abdulhamid II nel 1889, che presenta una decorazione particolare, infatti sul soffitto a cupola sono rappresentate delle stelle, da qui il nome di Stella Palace.

E’ presente anche uno stabilimento di ceramica, inaugurato nel 1895, per soddisfare le richieste delle classi più agiate, che apprezzavano particolarmente le ceramiche in stile europeo.

Photo – Colin Hepburn

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