Nel quartiere di Fatih possiam ammirare anche la Moschea Kalenderhane (Kalenderhane Camii), nata come chiesa ortodossa e poi trasformata in moschea. In origine l’edificio era dedicato alla Theotokos Kyriotissa e si caratterizza per essere uno dei pochi esempi di chiesa bizantina costruira con pianta a croce greca.

Il primo edificio costruito era un bagno romano, al quale seguì una chiesa edificata nel VI secolo, poi sostituita nel VII secolo da un’alta di maggiori dimensioni ma, anche questa non fu la versione definitiva della struttura, infatti, nel XII secolo venne costruita una terza chiesa.

Con la conquista di Costantinopoli nel 1453 la chiesa fu assegnata alla setta Kalenderi del Derviscio, i quali la utilizzatono come una cucina pubblica, per poi aggiungervi anche una scuola. L’edificio venne poi corredato da un mihrab, minbar e mahfil nel 1746, divenendo una moschea.

Purtroppo a causa di un incendio e di numerosi terremoti, la moschea fu oggetto di una serie di interventi di restauro nel 1855, 1880 e nel 1890. Nel 1930 un fulmine colpì il minareto e ne causò il rovinoso crollo, evento questo che ne segnò il definitivo abbandono.
L’edificio venne recuperato nel 1970 e riportato alla sua condizione del XII secolo, a seguito di un ampio studio compiuto da Cecil L. Striker e Dogan Kuban.

Con questo intervento di restauro, si cercò di risolvere anche il problema circa la dedica della chiesa, infatti in origine si pensò che prendesse il nome di Theotokos TES Diakonissēs ovvero “Vergine delle diaconesse” oppure il nome di Christos ho Akatalēptos “Cristo Inconcepibile”, ma, con la scoperta di una serie di affreschi si potè sostenere senza alcun dubbio che si trattasse di una struttura dedicata alla Theotokos Kyriotissa.

La pianta dell’edificio è a croce greca e presenta delle volte a botte nella braccia. La cupola si articola in 16 costole, mentre l’intera struttura si articola in una muratura bizantina tipica che alterna strati di mattoni e muratura in pietra.

Sono presenti due piccole cappelle chiamate protesis e diakonikon, elemento comune nel periodo medio e tardo bizantino.

I decori interni sono molto particolari e articolati in pannelli di marmo colorati che, fortunatamente si sono mantenuti alquanto intatti, ma, la vera particolarità della struttura è determinata da due caratteristiche uniche in tutta la città di Istanbul, ovvero un mosaico di un metro quadrato raffigurante la “Presentazione di Gesù”, unico esemplare preiconoclasta di un soggetto religioso che sopravvive in città. L’altra particolarità è un ciclo di affreschi del XIII secolo che riproducono la vita di San Francesco di Assisi, la più antica rappresentazione conosciuta del Santo. Entrambe le raffigurazioni sono stati restaurati e ricostruiti nel Museo Archeologico di Istanbul.

Photo – Ggia
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