Moschea di Zeyrek (Zeyrek Camii), in precedenza Chiesa di Cristo Pantocratore, che si caratterizza per la presenza di tre edifici sacri ortodossi, rispettivamente due chiese e una cappella, e si qualigica come uno dei maggiori e principali esempi di architettura bizantina a Costantinopoli, tanto da essere, dopo Haya Sofia, il secondo edificio più grande del periodo bizantino, ancora presente.

Sul sito ove attualmente troviamo la moschea, era presente un monastero dedicato al Cristo Pantocratore, accanto alla quale erano presenti anche una biblioteca e un ospedale. La chiesa era stata eretta tra il 1118 e il 1124 per volere dell’imperatrice Irene, che riuscì appena a vederla completata, in quanto morì poco dopo il suo completamento. L’imperatore Giovanni II Comneno, suo marito, fece erigere una nuova chiesa a nord della prima, dedicata alla Theotokos Eleousa (Vergine Misericordiosa), per poi procedere nel 1136, all’unione dei due santuari, facendo edificare una cappella dedicata a San Michele Arcangelo, trasformata, poi, in mausoleo imperiale dei Comneni e dei Paleologi, non a caso, infatti, nello stesso vennero sepolti l’imperatore Giovanni II, la moglie Irene e l’imperatore Giovanni V Paleologo.

Dopo la quarta Crociata, la chiesa venne scelta quale sede del Clero veneziano, per poi tornare, successivamente tornò ad ospitare i monaci otrodossi, tra i quali ricordiamo Gennadio II, il quale divenne il primo patriarca di Costantinopoli, in seguito alla conquista islamica della città.

Dopo la caduta di Costantinopoli avvenne la trasformazione della chiesa in moschea e il monastero divenne sede di una madrasa e l’intera struttura assunse il nome di Molla Zeyrek, per onorare un dotto che svolse il ruolo di precettore nella scuola.

Esternamente la moschea è stata edificata con la tecnica del mattone incassato che prevede linee alterne di mattoni e immerse in un letto di malta, il cui spessore è tre volte maggiore a quello dello strato dei mattoni.

Entrambe le strutture sono a cupola con pianta a croce inscritta e si caratterizzano per absidi eptagonali (diversamente dalla tipica architettura bizantina che era pentagonale), interrotte da nicchie.

La chiesa meridionale ha dimensioni maggiori rispetto a quella settentrionale. Presenta due cupole, un a sopra il naos e l’altra sopra il matroneo. Era finemente decorata, ma tutti i fredi sono andati perduti, eccezion fatta per il pavimento in marmo colorato sul quale si raffigurano figure umane e animali. E’ possibile ancora vedere i mosaici raffiguranti gli Apostoli e la vita di Cristo, anche se, purtroppo sono stati deturpati.

La cappella imperiale dedicata a San Michele Arcangelo si caratterizza per una volta a botte e per essere sormontata da due cupole.

La chiesa settentrionale, invece ha una sola cupola, la quale è di particolare bellezza, grazie anche per il suo fregio che ha motivo a dente di cane e triangolo.

Photo – Heidi de Vries
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