Moschea di Solimano il Magnifico o Süleymaniye Camii, ma molto più conosciuta come Suleymaniyyè, edificata nel periodo compreso tra il 1550 e il 1557.

Solimano il Magnifico è uno dei sultani più conosciuti dell’impero ottomano fu il committente di questo magnifico edificio, per la cui costruzione richiese l’intervento di 3523 artigiani. Purtroppo anche questa moschea subì una serie di danneggiamenti, in particolare in occasione dell’incendio del 1660 e del terremoto del 1766.

Naturalmente gli interventi di restauro determinarono anche una modifica rispetto alla sua configurazione originaria, infatti, secondo studi autorevoli sembra che la cupola fosse prevalentemente di colore blu, ma venne poi mutato in rosso.

La struttura, esternamente, presenta un cortile con giardini curati e circondati da un muro con grate, mentre al centro troviamo la fontana per le abluzioni protetta da una cupola finemente decorata. La moschea venne edificata sul modello di Santa Sofia, Aya Sofia, volendo, il costruttore Sinan, cercare di emulare la perfezione di Santa Sofia, influenza riscontrabile anche nei timpani collocati a est e ovest.

L’interno è connotato da una particolare ampiezza e da uno stile semplice con decorazioni contenute e ridotte al minimo, ad eccezione del mihrab che è completamente rivestito con maioliche di Ïznir, ovvero l’antica Nicea. Le vetrate sono policrome e di particolare bellezza. Troviamo poi quattro colonne, provenienti da altri edifici, in particolare due sono state prelevare da due palazzi di Istanbul, una da Alessandria di Egitto e una dal Libano, dalla città di Baalbek.

La moschea presenta anche degli edifici circostanti, in particolare troviamo un hamam, ancora in funzione, un cimitero con le tombe del sultano Solimano e della moglie Rosselana.

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