Oltre al momento di shopping, il quartiere ci offre la possibilità di ammirare dei monumenti di rara bellezza, innanzitutto la Moschea di Fethiye, anche conosciuta come Chiesa di Cristo Pantocratore o Theotokos Pantocratore, essendo, originariamente un monastero, poi convertito nal 1591 in luogo di culto musulmano, pur conservando un’importantissima testimonianza dell’epoca bizantina, soprattutto grazie ai favolosi mosaici che si rivelano essere i terzi più belli di tutta la città, dopo quelli di Haya Sophia e della Chiesa di Chora.

L’epoca di reale edificazione della struttura è una materia controversa, infatti se la maggior parte degli studiosi sembra concorde nel considerarla risalente all’epoca dell’XI e XII secolo, altri la riterrebbero risalente al periodo dei Comneni, infine una terza tesi, anche se minoritaria farebbe risalire la costruzione all’VIII secolo.

Da rilevare innanzitutto è la presenza di una cappella laterale, aggiunta in seguito lungo il lato sud della chiesa e dedicata a Cristo la Parola, proprio come ricorda la magnifica scrittura di una frase dedicata a Cristo, lungo tutta la parete esterna ed interna della cappella, frutto della composizione del poeta Manuele File. Commissionata da Martha Glabas in memoria del marito Michael Ducas Glabas Tarchaneiostes, avvenuta nel 1310.

Nel periodo compreso tra il 1456 e il 1587 divenne la sede del Patriarcato greco-ortodosso, prima ospitato presso la Chiesa dei Santi Apostoli per poi essere nuovamente trasferito.

Con la conquista ottomana, il sultano Murad III convertì la chiesa in moschea e scelse un nome che rievocasse la conquista (fetih) della Georgia e dell’Azerbaijan, di qui il nome Fethiye Camii.

L’edificio era composto da una navata centrale e due laterali, tre absidi e un nartece ad ovest. La costruzione era avvenuta con la tecnica del mattone ad incasso, tipica del periodo dei Comneni. Dopo la conversione in moschea, l’edificio mutò anche strutturalmente, infatti i portici che fungevano da raccordo tra la navata principale e quelle laterali sono stati rimossi, al fine di creare uno spazio maggiormente ampio, così come lè avvenuto per le tre abside, al posto delle quali ha fatto la sua comparsa una camera a cupola.

La pianta dell’edificio era quella a croce con cinque cupole. L’interno era marmoreo e adornato da numerosi mosaici, che anche se non conservati alla perfezione, forniscono un’importante testimonianza dell’arte bizantina. In particolare sotto la cupola principale è possibile ammirare una rappresentazione del Cristo Pantocratore, attorniato dai profeti (Mosè, Geremia, Sofonia, Michea, Gioele, Zaccaria, Abdia, Abacuc, Giona, Malachia, Ezechiele e Isaia), mentre nell’abside Cristo è accanto alla Vergine Maria e San Giovanni Battista, e sul lato destro della cupola vi è una magnifica rappresentazione del Battestimo di Cristo.

Photo – Andrew Gould
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