Nel distretto di Fatih possiamo visitare anche la Moschea Burmali Mescit o Moschea dal minareto a spirale (Burmalı Mescit Camii o Burmalı Minare Camii), edificata nel 1550 per volontà del qadi d’Egitto Emin Efendi Nuret e chiamata burmali per il particolare minareto che la caratterizza, essendo modellato a forma di spirale in mattoni.

La moschea è priva di cupola, ma è dotata di un elegante porticato che poggia su quattro colonne in pietra, erette in stile corinzio.

Un altro edificio da visitare è sicuramente la Moschea Eki Imaret o Eski Imaret Camii, è un’ex chiesa ortodossa poi convertita in moschea in seguito alla dominazione ottomana. La chiesa era quella che faceva parte del Monastero di Cristo Pantepoptes Cristo che tutto vede.

Alcuni anni antecedenti al 1087, la madre dell’imperatore bizantino Alessio I Comneno, Anna Dalassena, decise di fare erigere un monastero di suore dedicatao a Christos Pantepoptes, che divenne, negli ultimi anni della sua vita, il suo rifugio e ritiro dalla quotidianità.

Nel 1204, precisamente il 12 aprile, con l’assedio di Costantinopoli, l’imperatore Alessio V Ducas, fece erigere il suo quartier generale nella vicinanze dell’edificio di culto, in quanto ivi trovò un punto di osservazione particolarmente propizio in caso di attacco. L’assedio durante la quarta Crociata ebbe esiti nefasti per l’imperatore e venne saccheggiato dai conquistatori stranieri, per poi essere assegnato ai monaci benedettini di San Giorgio Maggiore ed essere destinato a Chiesa Cattolica.

Nel 1453, poi, a seguito della conquista ottomana della città, la chiesa divenne una moschea e il monastero una madrasa. Come molti edifici di Istanbul, venne colpito da numerosi incendi e solo nel 1970 venne condotto un intervento di recupero edilizio.

La struttura poggia su una piattaforma che è il soffitto di una cisterna. La muratura è in mattoni e pietra, disposti con la tecnica del mattone incassato. Un dato importante è legato al fatto che si tratta dell’edificio più antico di Costantinpoli ancora esistente ove sia visibile la tipica e tradizionale tecnica edificatoria bizantina pressoché intatta.

La pianta dell’edificio è a croce inscritta, con una cupola cenrale e quattro volte a crociera incrociate, un presbiterio a est e un nartece a ovest, ma, ciò che maggiormente caratterizza la moschea è una galleria a forma di U che si snoda sopra il nartece e articolata in una serie di finistrelle.

Le navate sono tre, quelle laterali ci conducono in piccole cappelle a forma di quadrifoglio, si tratta delle cappelle del prothesis e del diaconicon.

Esternamente, invece, da rimarcare sono i particolari decori riconducibili all’architettura greca.

Photo – Sandstein

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