Da ricordare è anche il Monumento della Libertà o Hurriyet Aniti, edificato in memoria e in onore dei soldati caduti per difendere il parlamento ottomano dalle forze monarchiche reazionarie, durante l’assedio del 31 marzo del 1909.

Nel 1839 iniziò, con le riforme Tanzimat, il processo di liberalizzazione che era diretto ad opporsi ai convervatori ottomani, sperando di ottenere una riaffermazione dei poteri monarchici del sultano Abdulhamid II come monarca assoluto, anche se il sultano ha accettato una Costituzione e l’apertura del primo parlamento ottomano, l’Assemblea Generale dell’Impero Ottomano, nel 1876.

Il 13 aprile 1909 ebbe inizio una rivolta reazionaria che diede origine al processo democratico, il quale, però, verrà nuovamente interrotto.

Il monumento che commemora le rivolte reazionarie, in particolare il sacrificio dei valorosi soldati è stato eretto sulla collina più alta di Sisli (130 metri), chiamata “Hürriyet-i Ebediye Tepesi” (letteralmente Collina della Libertà Eterna). Progettato dall’architetto ottomano Muzaffer Bey e sui lati riporta i nomi dei 74 soldati che ivi riposano, proprio come l’architetto Midhat Pasha, uno dei principali architetti della prima Costituzione ottomana e Gran Visir; Mahmud Shevket Pasha, comandante dell’esercito di azione; Talaat Pasha, l’ex ministro degli Interni e Gran Visir dell’impero ottomano; Enver Pascià, ministro della guerra e vice comandante in capo delle forze armate ottomane durante la prima guerra mondiale.

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