Mardin (nome di origine aramaica che significa fortezza) è una città posta nel lato sud orientale del Paese e capitale dell’omonima provincia, particolarmente conosciuta per la sua architettura di chiara influenza araba e per la sua posizione che, essendo posta ad oltre 1000 metri sul livello del mare, le consente di sovrastare la regione sottostante.

Le prime popolazioni che si stabilirono nell’area furono Cristiani assiri nel corso del III secolo. La città rimase a predominanza cristiana durante il dominio islamico califfale tra il VII e il XII secolo, nonché nel periodo artuqide che connotò l’Anatolia orientale e la Mesopotamia settentrionale tre il XII e il XIV secolo.

Nel 1394 si avvicendò la dinastia mongola, anche se non esercitò mai direttamente la sua dominazione e poco più tardi cadde in mani del sultanato turco degli Ak koyunlu, ovvero della dinastia del Montone Bianco.

Nel periodo medievale la città divenne il centro delle sedi episcopali dei cristiani armeni e siriani, per poi vedere, nel XVI secolo la fondazione della diocesi calcediana.

Con il 1516 venne annessa all’impero ottomano per volere del sovrano Selim.

Certamente le numerose dominazioni e vicende vissute dalla cittadina di Mardin hanno consentito la sua trasformazione in museo all’aria aperta, che ospita molte costruzioni dal colore beige e dalla suggestiva bellezza tando da essere considerata patrimonio mondiale dell’UNESCO e arrivando, addirittura, ad assumere il nome di “natura culturale”.

L’area, come detto, si caratterizza per la grande ricchezza di testimonianze storico archeologiche, prime tra tutte le chiese della Vergine Maria e di Mor Yusuf; la chiesa di Mor Behnam, edificata in onome di Mor Nehnam nel 570; il Monastero di Deyrü’z-Zafaran la cui fondazione risale al 439 e la cui caratteristica consiste nell’essere il più antico monastero al mondo e l’unico ancora attivo nell’area meridionale della Turchia. Nel periodo compreso tra il 1160 al 1932 divenne sede del Patriarca Siriano Ortodosso, fino a quando non venne spostato in Siria, nella capitale di Damasco. La chiesa di Mor Mihail; la chiesa di Mor Semune; la chiesa di Mor Petrus e Paulus; la chiesa Surp Kevork; la chiesa Mor Cercis e la chiesa di Mor Efraim.

Accanto alle importanti testimonianze della cultura Cristiana, sono da annoverarsi le altrettanto rilevanti testimonianze della cultura Musulmana, in particolare la moschea grande (Ulu Camii), risalente al XII secolo per volere di Artukid Turks, Qutb ad-din Ilghazi che, originariamente si caratterizzava per la presenza di due minareti, purtoppo, però, uno dei due crollo nei secoli successivi; la moschea Melik Mahmut del XIV secolo e contenente la tomba di Melik Mahmut, anche se la particolarità più significativa è rappresentata dall’ampia uscita composta da numerose pietre finemente scolpite; la moschea Abdüllatif o moschea Latfiye del 1371, i cui minareti vennero ditruttie riedificati nel 1845 dal governatore ottomano Gürcü Mehmet Pasha; la moschea Şehidiye, risalente al 1214, edificata da Artuk Aslan e connotata da un minareto e da un’annessa madrassa; la moschea Reyhaniye, la seconda moschea per dimensione, presente nel sito di Mardin, subito dopo la Ulu Camii, eretta nel XV secolo; la moschea Hamidiye o moschea Zebuni anch’essa risalente al XV secolo. Troviamo poi una serie di edifici di culto di minori dimensioni, ma, necessariamente degni di essere ricordati, tra questi la moschea Selsel; la moschea Necmettin Gazi; la moschea Kasım Tuğmaner; la moschea Secaattin and Mehmet; la moschea Hamza-i Kebir; la moschea Şeyh Abdülaziz; la moschea Melil Eminettin el-Emin; la moschea Sıtra Zaviye; la moschea Şeyh Salih; la moschea Mahmut Türki; la moschea Sarı; la moschea Nizamettin Begaz Mosque; la moschea Kale e la moschea Dinari.

Di assoluto rilievo storico culturale sono anche le madrasse, prima tra tutte la Zinciriye o Madrassa del sultano Isa, del 1384 e comprendente una moschea e la tomba di Najm ad-din Isa; troviamo, poi la Madrassa Sitti Radviyye o Hatuniye del XII secolo, eretta in onore di Sitti Radviyye, moglie di Najm ad-din Alpi e di rilievo notevole per ospitare l’impronta del Profeta Maometto. Infine troviamo la Madrassa Kasimiye.

Photo – Omer Unlu
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