Limyra era una piccola cittagina dell’antica Licia, sede dell’ultima dimora di Gaio Cesare, figlio adottivo di Augusto. Sita a circa 5 km da Finike, custodisce i resti di un antico teatro, tombe, sarcofagi, bassorilievi, nonché antiche iscrizioni in lingua greca e licia, mentre a 3 km è presente un ponte romano, che rappresente uno dei più antichi del suo genere di tutto il mondo.

La necropoli che, inerpicandosi verso le rocce per mezzo dei gradini, è degna di particolare attenzione, anche se le sue dimensioni sono ridotte rispetto ad altri siti archeologici. Le tombe rupestri sono poste al di sopra del teatro e la maggior parte delle stesse è posteriore alla conquista persiana e molte seguirono la conquista macedone.

Alcune delle tombe sono riccamente e finemente decorate con cornicioni ionici alle quali si affiancano altre molto più modeste e lisce. Molte tombe riportano delle iscrizioni licie e greche, le prime nettamente più marcate e di colore rosso, blu e gialle, mentre le altre, invece, sono molto meno leggibili.

Molto importante è il monumento detto Sarcofago Cockerell, nome derivante dal primo esploratore che lo ritrovò. Eretto da possenti blocchi rocciosi, con tetto piatto molto sporgente che presenta un’iscrizione bilingue a colori alterni, una in verde brillante e l’altra in rosso. Vi è poi una tomba con una scritta aramaica, tradotta in greco, riconducibile al periodo del VI secolo.

Di grande interesse sono anche due tombe di origine molto più recente e sulle quali sono evidenti influssi di chiara tradizione ellenica, una riproduce un uomo in atto di salutare, cui corrisponde dall’altra una donna che porge un oggetto ad un bambino, la seconda, invece, entro una cornice è raffigurata una famiglia, un padre con tre figli e la moglie con una figlia. Si tratta di due testimonianze storiche di notevole pregio e di indiscusso valore culturale.

Photo – Sarah Murray
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