La storia di Istanbul è piuttosto risalente, così come i suoi nomi, tanto che in origine fino al 330 si chiamava Bisanzio, per poi assumere il nome di Costantinopoli fino al 1453, appellativo che, accanto a quello attuale mantenne fino al 1930, per poi essere definitivamente abbandonato in favore del solo nome di Istanbul.

La città è stata capitale dell’impero romano (330-395); dell’impero bizantino (395-1204; 1261-1453); dell’impero latino (1204-1261); dell’impero ottomano (1453-1922), per poi divenire Repubblica il 29 ottobre del 1923.

Il nome deriverebbe dall’epoca delle conquiste dei turchi, i quali, giunti in Anatolia, si informavano dai greci per sapere la posizione della città, ma, data una problematica linguistica, ricevevano una risposta a loro incomprensibile, ovvero “Isten polis”, che potremmo tradurre con “quella è la città”. Probabilmente si tratta solo di un aneddoto simpatico da ricordare, ma che non influì circa il nome, comunque, un dato assodato è determinato, senza dubbio, dalla città stessa, che può dipingersi come un vero e proprio crocevia di culture eterogenee. La sua fondazione avvenne per opera dei greci di Megara, nel 667 a.C. e assunse il nome di Bisanzio, per commemorare ed onorare il re greco Byzas. Molti anni dopo, prenderà il nome di Costantinopoli (Città di Costantino), quando la città diverrà capitale dell’impero romano, l’11 maggio 330, per rendere omaggio all’imperatore Costantino I, anche se, quest’ultimo le mutò parzialmente il nome, chiamandola Nova Roma, terminologia che non ottenne particolare successo, tanto da essere ben presto abbandonata, salvo che da parte della Chiesa Ortodossa e del Patriarcato Ecumenico che la riconoscono come Costantinopoli Nuova Roma.

Istanbul conobbe una vasta proliferazione di denominazioni le più eterogenee possibili, infatti era Nèa Ròmē o “Nuova Roma”, per i Romani; Rūmiyya al-Kubrā (“la Maggior Roma” o Qustantiniyya (“Costantinopoli”) per gli Arabi; İslambol (“Centro dell’Islam”), in turco; Pây-i taht (“Il piede del trono”) per i persiani; Mikligardur (“Città grande” dei mercenari Vareghi per i Vichinghi; Car(i) grad (cioè “Città degli Imperatori”) per gli Slavi; Gostandnubolis per gli Armeni.

Bisanzio era particolarmente rinomata per la sua posizione di controllo sul Bosforo, tanto che, in tempi rapidissimi, divenne una terra molto contesa durante le guerre del Peloponneso. Le guerre si susseguirono per numerosi anni e dopo che la città rivolse il suo sostegno a Pescennio Nigro, al fine di fronteggiare Settimio Severo, ma venne assediata e distrutta nel periodo tra il 193 e il 195, per poi divenire parte dell’impero romano nel 196, anno di inizio delle opere di ricostruzione, grazie alle quali Bisanzio recuperò, piuttosto rapidamente, le sue originarie fattezze.

Certamente la sua collocazione geografica era un’attrattiva molto forte per molti imperatori, tanto che Costantino I, l’11 maggio 330, procedette con il rifondare la città, con il nome di Nova Roma, ma, presto divenne Costantinopoli. Si trattava di una città pensata sul modello di Roma, tanto che si edificò un palazzo imperiale, un foro, un ippodromo e numerosi edifici di culto. La fortissima ondata espansiva della città non si arrestò, bensì le sue dimensioni continuarono a crescere sempre con maggiore velocità, basti pensare come, circa un secolo più tardi, l’imperatore Teodosio II, fece erigere delle nuove mura che portarono ad un raddoppio della superficie della città.

Caduto l’impero romano, la posizione particolarmente favorevole di Costantinopoli, situata tra due mari (Mediterraneo e Nero) e due continenti (Europa e Asia), la trasformò in un polo commerciale di indubbio rilievo a livello mondiale, divenendo il luogo con il monopolio del commercio lungo la famosa via della seta e fra il Mar Mediterraneo e la Russia. Non solo il commercio era fiorente, ma sorse la necessità di dotarsi di regole certe e precise, a questo proposito merita di essere ricordata la redazione del Corpus Iuris Civilis, un trattato di diritto ideato da Giustiniano nel periodo compreso tra il 528 e il 565, un vero e proprio eleborato in materia giuridica, fondamento dell’intero diritto romano.

Con l’inizio del Medioevo, Costantinopoli divenne la più grande e ricca città dell’Europa intera, tanto da annoverare nel X secolo un milione di abitanti.

La città era stata munita di fortificazioni molto efficaci tanto da rimanere inespugnata fino al 1204, anno nel quale subì un grande assedio e il relativo saccheggio da parte degli eserciti della quarta Crociata, evento che originò l’impero latino e la conseguente fase di declino di Costantinopoli, e il cui crollo avvenne definitivamente il 29 maggio 1453 (anno di conclusione del Medioevo) ad opera dell’esercito turco ottomano guidato dal sultano Maometto II Il Conquistatore, che la trasformò nella capitale del suo impero.

La dominazione ottomana, però, non si caratterizzò per un periodo esclusivamente di declino, infatti la città di Costantinopoli conobbe, recuperò il suo antico splendore divenendo la sede del califfato nel 1517, anche se venne conservata la sede del Patriarcato greco-ortodosso. Con l’arrivo della popolazione ottomana si avviò anche il periodo di costruzione di numerose moschee imperiali, tutte articolate in più edifici, ovvero non si trattava di semplici luoghi di culto, bensì erano dei veri e propri complessi che comprendevano ospedali, cucine e scuole, anche in funzione delle necessità delle persone meno abbienti.

La centralità del commercio, come principio cardine per un funzionamento ottimale dell’intera struttura cittadina, non venne abbandonata e, a sostegno di questa tesi è da ricordare come sorsero numerosi bazar e mercati, luoghi di scambio e di incontro con le culture le più disparate.

La prima guerra mondiale segnò il definitivo crollo e la conseguente disfatta dell’impero ottomano e con il 1923 si fondò la Repubblica della Turchia e la capitale non venne più confermata in Istanbul, bensì divenne Ankara, città intorno alla quale si catalizzarono tutti i principali interessi, circostanza questa, che determinò un declino di Istanbul. A partire dagli anni ’50-’60 la vecchia capitale iniziò un percorso di ricostruzione e recupero edilizio, per giungere negli anni ’70 a conoscere un nuovo periodo di crescita con la nascita anche di nuovi quartieri e villaggi.

Arrivando ai giorni nostri, possiamo vedere come Istanbul sia una città sempre più moderna, coniugando le meraviglie architettoniche del passato con le imponenti e spettacolari opere contemporanee quale il tunnel sotto il Bosforo, insomma un vero e proprio incontro, una stretta di mano tra il passato e i giorni nostri.

L’area urbanizzata è presente, con la sua estensione, su entrambe le sponde del Bosforo (divisione naturale tra Europa e Asia, unione tra Mar Nero e Mar di Marmara) e sul Mar di Marmara.

La città presenta due aeroporti, uno nell’area europea e l’altro nella parte asiatica.

Il primo è l’aeroporto di Istanbul-Atatürk, il principale aeroporto turco e l’ottavo in Europa come numero di passeggeri. Inaugurato il 1924 è situato a Yeşilköy (nome che gli venne attribuito in origine), nel 1980 venne intitolato al Primo Presidente della Repubblica di Turchia, Mustafa Kemal Atatürk

L’altro aeroporto è l’Aeroporto Internazionale Sabiha Gökçen, posto a 35 chilometri a sud est della città e intitolato alla famosa aviatrice Sabiha Gökçen.

Il clima di Istanbul è temperato, con una temperatura media annuale di circa 14°C (gennaio e febbraio tra 3°C e 8°C; luglio e agosto tra 18°C e 28°C), anche se presenta la particolarità di essere una sorta di via di mezzo tra il clima oceanico e il clima mediterraneo. In inverno è piuttosto freddo e umido, anche se alterna periodi miti a periodo più piovosi, a causa dell’influsso dei venti del Mar Mediterraneo. Anche la neve potrebbe fare la sua comparsa, determinando un inverno più rigido quando soffiano i venti dal Polo Nord o dall’Est.

 

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