La città di Hacibektas è situata solo a 40 minuti da Goreme, a nord della Cappadocia, ed è conosciuta come il centro di Bektasi, una filosofia islamica fondata da Haci Bektas Io nel XIII secolo. Nel sito è possibile visitare il Dergah Dervis, un museo, la casa di sofferenza e un tempio.

Nel caso la visita nella città avvenisse nel mese di agosto, si potrà assistere alle spettacolari cerimonie compiute dai seguaci dell’Ordine, in particolare ogni anno, rispettivamente il 16, 17 e 18 agosto gli allievi dell’Islam danno vita a delle suggestive commemorazioni che attirano migliaia di persone dalla Turchia, Bulgaria, Albania e numerosi altri paesi balcanici.

La filosofia di Haci Bektas Io è il vero e proprio fondamento dell’ordine derviscio di Bektashi e si articola su quatto principi, altresì detti porte, in particolare la Porta della Sharia; la Porta Mistica; la Porta della Verità e la Porta della Conoscenza Spirituale.

Ma, più in generale, la sua filosofia era incentrata sull’amore e il rispetto di Dio e dell’essere umano, in quanto frutto del Creatore e considerando Profeti e Santi come dono di Dio all’umanità.

Nella città di Hacibektas è da ricordare il Museo costituito nel 1964, costituito da un ingresso che conduce in un cortile dalle grandi e notevoli dimensioni, sito a destra e ove erano ospitati i dervisci che erano dediti al lavoro della terra, nonchè gli operai.

Troviamo, inoltre, la Fontana Ucler che simboleggia il Creatore, Muhammed Ali, mentre a sinistra è presente un parco di ridotte dimensioni, un tempo adibito al ricovero per i cavalli degli ospiti e una serie di stalle. Sul fondo del cortile, attraverso una porta si accede ad un secondo cortile, dove è presente una piscina bordata di fiori. E’ possibile sorseggiare l’Acqua Santa dalla statua del leone portato dall’Egitto nel 1853. Il secondo cortile è la parte più fervente dell’intero edificio, essendo sede della mensa, dell’hammam, del pensionato, nonchè di due sale dedicate, rispettivamente, una ai servizi Sacri, l’altra al ricevimento degli ospiti in visita. Troviamo poi un terzo cortile che custodisce la tomba del filosofo religioso Haci Bektas Io, e sulla destra sorge un piccolo mausoleo dedicato a due importantissimi esponenti dell’ordine, Balim Sultan e Kalender Sah. Una particolarità è rappresentata dall’antico albero che, con la sua imponenza, è sito innanzi al mausoleo, proprio come una pietra di marmo dalla forma cilindrica che, per consuetudine e tradizione ormai risalente, viene abbracciata dai visitatori pria di fare ingresso nel mausoleo. Secondo la tradizione, nel caso si possa abbracciare con entrambe e braccia, sarebbe la prova di purezza e candore del cuore e di buone e positive intenzioni.

Il mausoleo è finemente decorato con numerosi dipinti e la sua porta è originale. Il mausoleo di Haci Bektas Io anche denominato come Pir Evi all’ingresso presenta le tombe dei baba dell’ordine dervisci, che hanno raggiunto il grado più alto, mentre sulla destra troviamo il cilehane, ovvero una cella dedicata ai dervisci per un periodo di isolamentoalla sola presenza di Dio.
Su una piattaforma rialzata troviamo il Kirklar Meydani che custodisce i resti dei discendenti di Haci Bektas Io, ove sono anche esposte dodici pietre quale simbologia dell’ordine Bektasi, oltre ad una serie di orecchini indossati da dervisci non sposate che si sono dedicate completamente alla cura dell’edificio ospitante l’ordine, scritture su pelle di gazzella del califfo Ali , oltre a torce e incensieri e la bellissima Kirkbudak Candelabra, venuta dell’India.

La cittadina di Hacibektas è sede anche di una grotta denominata Cilehane-Deliklitas, posta sul monte Arafat a circa 3 chilometri a est della città e che secondo una corrente storica sarebbe stata la cella calvario di Haci Bektas Io. In concreto è molto conosciuta la leggenda secondo la quale chiunque riesca ad introdursi e passare attraverso un foro di ridotte dimensioni, presente nella roccia, sarà completamente purgato da tutti i peccati.

Troviamo, inoltre, una fonte Sacra e un teatro che ha una capacità di circa 5.000 persone, oltre ad una serie di monumenti, tra i quali spicca la tomba di Mahsun-i-Serif, un grandissimi poeta e compositore turco.

Hacibektas deve essere ricordato anche per il sito di Bestaslar, che tradotto significa Cinque Rocce, nome ricavato da cinque massi di enormi dimensioni che caratterizzano detta località e che, secondo una leggenda storica, sarebbero testimonianza della veridicità delle parole del filosofo Haci Bektas Io.

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