E’ una località situata sulla riva meridionale del Fiume Rosso, in passato conosciuta con il nome di Zoropassos, per poi assumere la denominazione di Arapsun sotto l’impero romano ed infine, in tempi moderni, Gulsehir, ovvero la Città delle Rose.

La particolarità della cittadina era la presenza di un complesso che si articolava in una moschea, una madrassa e una fontana.

Degno di nota è sicuramente anche l’Aciksaray (Palazzo Aperto), una sorta di grotta deserta sito nelle adiacenze di un villaggio con abitazioni e cappelle scavate nella roccia, che rendono particolarmente suggestiva quest’area, conferendole un aspetto quasi fiabesco.

E’ un insediamento risalente al X-XI secolo, che si estrinseca su una superficie di circa un chilometro quadrato, con otto complessi e tre cortili. Il primo complesso sulla destra è decorato con una delle migliori facciate della Cappadocia.

Un’altra testimonianza storica e culturale di notevole rilievo è la Chiesa di San Giovanni (Karsi Kilise), al centro di Gulsehir e sede di una chiesa decorata con scene bibliche, una cantina, alcune tombe e canali d’acqua, oltre ad una serie di abitazioni al piano inferiore.
La chiesa al piano terra ha forma di croce, i cui bracci sono caratterizzati per le volte a botte. Le decorazioni interne sono in ocra rossa e raffigurano animali, disegni geometrici e un Crocifisso. Al piano superiore, invece, la volta è analoga a quella inferiore, ma gli affreschi anche se ben conservati erano tutti ricoperti di uno strato di fuliggine.

Le riproduzioni iconografiche concernono soprattutto la vita di Gesù e la Bibbia e i colori predominanti sono il giallo e il marrone. Troviamo inoltre una figura dell’Annunciazione, alcuni disegni di volatili, oltre Santi riprodotti in medaglioni e scene di particolare rilievo per la Cristianità, ovvero, l’Ultima Cena, il tradimento, il Battesimo, le Donne al Sacro Sepolcro e il Giudizio Universale.

Photo – Jean & Nathalie

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