Efeso è una grande città sita in Lidia, nonché città che diede i natali allo scrittore Androne di Efeso. Si trovana nell’area compresa tra la città di Smirne e Aydın, particolarmente conosciuta per essere stata un ricco centro commerciale e dal 29 a.C. capitale della provincia romana di Asia. E’ stata la terza città più potente del mondo antico, preceduta esclusivamente da Roma e Alessandria dìEgitto.

La storia della città è ancora oggetto di dibattito da parte degli studiosi, infatti anche i primi scritti ritrovati, nei quali viene menzionata Efeso, hanno dato adito a problemi interpretativi. Le prime testimonianze scritte sono quelle degli Ittiti del XIV secolo a. C., che parlerebbero del regno di Akhhiyava, fondato nella zona di Mileto. Proprio questo documento di particolare rilevanza si desume come un’importante città del regno fu Apasas e proprio questo nome portò gli storici a tracciare un parallelismo con Efesto, data la distanza alquanto ridotta tra Efeso e Mileto, nonché la somiglianza tra il nome Apasas e il greco Efesos, di conseguenza sembrerebbe che Efeso in origine era Apasas.

Nel VII secolo a.C. Efeso conobbe l’invasione dai Cimmeri, che la devastarono profondamente e un secolo più tardi, nel VI secolo a.C. fu assediata dagli abitanti della Lidia che, tuttavia, si dimostrarono molto tolleranti e poco impositivi, proprio contrariamente ai loro successori, i persiani i quali estesero le loro mani sul porto e sulle navi e imposero tasse molto ingenti.

Le città ioniche, però, esasperate da questa condizione di particolare austerità, trovarono un accordo e si ribellarono ai persiani, ma, la loro flotta venne rapidamente distrutta dai persiani i quali, iniziarono una grande attività di saccheggiamento di queste città che avevano sfidato le loro flotte.

Nel corso della guerra persiana. Alessandro Magno fece il suo ingresso ad Efeso e venne accolto con particolare benevolenza e dopo la sua morte la città cadde in mano di Kyldop, cui si alternarono periodi di indipendenza, periodi di dominio di Pergamo, della repubblica romana, del regno del Ponto, per poi divenire definitavamente oggetto della dominazione romana.

Marco Antonio, a seguito della battaglia di Filippi, si recò ad Efeso, accolto con grandi onori e feste. Ivi vi fece ritorno con Cleopatra e fronteggiò Ottaviano con una battaglia navale, la battaglia di Azio che vide vittorioso l’imperatore Ottaviano, il quale trasformò Efeso nella capitale della provincia romana dell’Asia Minore, sede del prefetto romano, nonché vera e propria metropoli commerciale. Gli imperatori che seguirono Ottaviano, in particolare Adriano si prodigò al fine di procedere con il drenaggio del porto, Augusto, invece finanziò la costruzione di ben due acquedotti.

Nel 262 i Goti invasero la città e provocarono danni particolarmente ingenti, bruciarono anche il tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo, ricostruito dagli Efesini. Nel I secolo aveva conosciuto una gradne diffusione la religione cristiana e, nel 53, anche Paolo di Tarso si recò nella città.

Anche la vita di San Giovanni è legata ad Efeso, in quanto ivi scrisse il Vangelo. Proprio a San Giovanni venne dedicata la basilica che venne eretta per volere dell’imperatore Giustiniano, che scelse la collina di Ayasuluk, posizione sicuramente privilegiata per avere una maggiore protezione nel caso di incursioni esterne.

Con il passare del tempo la città venne completamente dimenticata e, solo nel 1869, con la costruzione della ferrovia che collega Istanbul a Baghdad, progettando la stazione di Ayasuluk, divenne nuovamente centro di attenzione, infatti nel 1869 vennero intrapresi degli scavi alla ricerca del tempio di Artemide, opera abbandonata e ripresa numerose volte. Con il 1904 nel basamento del tempio venne ritrovato un cospicuo gruppo di monete in lega di oro e argento, con una striatura su una faccia e un punzone sull’altra.

Efeso si connota per numerosi reperti storico culturali, in particolare la cinta muraria di lunghezza pari ad 8 km, larga 2 metri e alta 6 metri, circonda la città ed è stata costruita con blocchi in pietra. Presenta due porte, una di ingresso e una di entrata.

Essendo stata oggetto di dominazione romana, Efeso presenta l’agorà, in particolare la città ne presenta due, l’Agorà Civile con asse orientato a sud ovest e la cui sistemazione risale ad Augusto. A nord era presente una basilica e un edificio dedicato ad Artemide, Augusto e Tiberio. Accanto a questo sorgevano due piccoli templi dedicati rispettivamente a Roma e Cesare.

La seconda agorà era l’Adorà Commerciale, una piazza tetragona porticata con adiacenti la Biblioteca di Celso e l’Altare degli Antonini.

Erano presenti anche quatto impianti termali che esaltavano la figura dell’imperatore, oltre ad essere sede anche di una palestra. Di grande interesse era anche il teatro, situato tra l’agorà commerciale e le terme. Edificato a schema greco, aveva una capienza di oltre 20.000 spettatori.

Un reperto storico di importanza primaraia è la Chiesa di San Giovanni e la Casa della Vergine Maria, infatti, secondo alcune fonti, l’Apostolo Giovanni si recò ad Efeso con la Vergine Maria, non a caso, a pochi chilometri a sud di Efeso è presente una piccola cappella conosciuta, appunto, come Casa della Madre Maria. Proprio questa abitazione rende Efeso una meta molto frequentata dai cristiani. La casa della Vergine, sarebbe la dimora nella quale visse Maria dopo la morte di suo figlio Gesù. Era una casa a pianta rettangolare, in pietra, con un unico piano, il tetto piatto e un focolare.

Per chi ama andare alla ricerca di nuovi ambienti, nei pressi della cittadina è presente una caverna, la Caverna dei Sette Dormienti, oggetto di una leggenda che accomuna la tradizione cristiana e quella musulmane, essendo menzionata sia nella Legenda Aurea che nella diciottesima Sura del Corano. In questo sito sono stati trovati numerosi ruderi e centinaia di tombe riportanti scritte connesse alla vicenda dei sette dormienti, considerati Santi. Secondo alcune fonti ivi sarebbe presente anche la tomba di Maria Maddalena. Nel 1967 il Papa Paolo VI e nel 1979 il Papa Giovanni Paolo II si recarono ad Efeso per raccogliersi in preghiera innanzi alla casa di Maria, anni più tardi anche Papa Benedetto XVI ivi si recò.

Certamente proprio l’immenso patrimonio storico archeologico ha consentito di pensare la costituzione di un Museo, avvenuta nel 1929, dapprima considerato quale mero deposito per gli scavi, poi ampliato e ristrutturato. Presenta un’ampia collezione ordinata non secondo criteri cronologici, ma in gruppi di ritrovamento. Si articola in dieci saloni, rispettivamente i reperti delle case; i reperti delle fontane; i nuovi reperti; la numismatica e i preziosi; il tesoro di Tulum; il tesoro di Ayasuluk; il Giardino; i reperti delle tombe; la sala di Artemisia; la sala del culto degli imperatori.

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