Derinkuyu si caratterizza per essere, come Kaymakli, una città sotterranea con numerose caverne troglodite realizzate per opera degli Ittiti, che si differenzia da Kaymakli (che è la più ampia), per il fatto di essere la più profonda, essendo stata edificata a circa 85 m di profondità.

Innanzitutto si trovano le stalle, cantine, ripostigli, refettori e chiese, camere accanto alle quali al secondo piano troviamo una vera e propria scuola missionaria con annesse camere sul lato sinistro.
Al terzo e al quarto piano, invece, scendendo delle ripide scale verticali si raggiungerà una graziosa chiesa.

Ma la vera particolarità del villaggio consisteva nel fatto che non ogni singolo piano fosse dotato di pozzi di acqua in superficie, accortezza determinata dalla necessità di evitare che potessero esserci degli avvelenamenti durante gli attacchi nemici. Inoltre la cittadina contiene più di 15.000 condotte di ventilazione che assicurano un circolo di aria fresca fino agli strati più profondi della città sotterranea.

Secondo alcuni studi questo sito non fu mai adibito ad abitazione permanente o a lunghe permanenze, bensì si trattava quasi di un edificio destinato a proteggere persone, animali e cose dalle incursioni esterne, proprio come ci suggeriscono anche le strutture delle porte che essendo sorte di porte macina, erano concepite, appunto per bloccare rapidamente ed efficacemente il nemico durante un attacco.

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