Datca (Datça) è un distretto della provincia di Muğla, sita nel sud ovest del Paese. Il nome deriva da Stadia, denominazione mutata poi in Tadya, Dadya, Dadça, per giungere all’attuale Datça.

La penisola di Datça è particolarmente estesa (ben 70 km) e dalla forma stretta. La sua lunghezza si estrinseca da Marmaris verso occidente, affacciandosi da una parte sul goldo di Gökova e dall’altra sul Golfo di Hisarönü. La penisola si connota per una costa finemente cesellata e dalla presenza di numerosi fiordi.

Il distretto di Datça si caratterizza per la presenza di nove villaggi, rispettivamente Cumalı, Emecik, Hızırşah, Karaköy, Kızlan, Mesudiye, Sındı, Yakaköy, Yazıköy.

Storicamente è sempre stata contraddistinta da due settori, ovvero la parte orientale e quella occidentale, accomunate dall’ambiente montagnoso e dalla natura rigogliosa. Una particolarità è sicuramente quella della disposizione dei villaggi, i quali non sono mai nelle immediate vicinanze della costa, bensì sorgono ad alcuni chilometri dalla stessa. La ragione di questa singolare disposizione fu determinata dal timore dei pirati che, non trovando le abitazioni nel luogo di sbarco avrebbero potuto essere fronteggiati in maniera più efficace.

L’elemento che ha consentito a Datça di divenire meta prediletta del turismo è la straordinaria bellezza del mare e delle sue baie che grazie alla loro conformazione sembrano avvolgere in un abbraccio, coloro i quali si immergono nelle sue acque cristalline.

Certamente anche per gli appassionati di storia non mancano i reperti storico archologici, databili intorno al 2000 a.C. e dovuti alla dominazione dei Carii, anche se il periodo d’oro lo conobbe durante l’epoca Dorica.

I dori e i romani edificarono numerosi templi a Knidos, città poi divenuta famosa per la statua di Afrodite. Fu poi con la dominazione bizantina che la città conobbe un periodo particolarmente florido, epoca durante la quale i templi vennero sostituiti dalle chiese e la città arrivò ad annoverare addirittura 70.000 persone. Purtroppo, però, in seguito ad una serie di terremoti e alle incursioni dei pirati la città cadde in rovina e venne abbandonata. Seguì, poi, la signoria dei Menteşeoğulları e nel XV secolo giunsero gli imperatori dell’Impero ottomano. Durante il regno del Sultano Reşad, uno degli ultimi dell’Impero Ottomano, assunse il nome Reşadiye, scelto appunto per commemorare la grandezza del sovrano, mentre dopo la proclamazione della Repubblica, nel 1928 fu trasformata in distretto e le venne attribuito il nome di Datça.

 

La penisola presenta come punto iniziale Bencik, conosciuto come la baia meta di numerosi yacht. Si tratta di un istmo si circa 800 metri, tra i golfi di Hisarönü e di Gökova, ma, soprattutto è il punto più stretto della penisola, chiamato anche Balıkaşıran.

Particolare è senza dubbio la caratteristica di quest’area, essendo questo, l’unico pundo del mondo dove due mari sono uniti l’uno all’altro, permettendo ai turisti di passeggiare tra gli stessi. Proprio questa curiosità è oggetto di una celebrazione annuale che richiama i valori della pace e della fratellanza perenne.

Anche il villaggio Hızırşah con la sua moschea del Periodo Selgiuchide e il villaggio Kızlan sono degni di nota, anche inm virtù dei suggestivi lavori in ceramica che è possibile ammirare nelle piccole stradine che si snodano tra le casette in pietra.

Photo – Yilmaz Oevuenc
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