La suggestiva città di Bodrum, anticamente conosciuta con il nome di Alicarnasso, è uno dei luoghi più conosciuti della Turchia, centro dell’omonimo distretto della provincia di Muğla. Da ricordare è la denominazione che gli conferì Omero, che la considerava un “paradiso dell’eterno azzurro”.

Bodrum ha conosciuto un rapido e progressivo sviluppo, grazie anche agli scritti di Cevat Şakir, tanto da divenire una delle principali stazioni turistiche della Turchia.

Alicarnasso, l’attuale Bodrum, è il sito che dette i natali allo storico Erodoto, vissuto tra il 484 e il 420 a.C, nonché ad Artemisia I, la prima donna ammiraglio della storia.

La storia della città vede poi, le vicende del re Mausolo, il quale ivi vi trascorse alcuni anni della sua esistenza, dal 377 fino alla sua morte, avvenuta nel 353 a.C, avvenimento celebrato mediante l’edificazione di una tomba particolarmente sontuosa e dall’architettura particolarmente suggestiva, tanto da essere annoverata tra una delle sette meraviglie del mondo antico, ma, attualmente, ne residuano esclusivamente alcune rovine che, certamente, non rendono giustizia all’immenso lavoro architettonico che venne compiuto negli anni della sua edificazione.

Una particolarità legata alla costruzione che, senza dubbio, merita un cenno è il nome del re cui venne dedicato il sontuoso monumento, infatti il nome Mausolo consente di effettuare un parallelismo con la parola Mausoleo, non a caso, infatti, il termine Mausoleo è stato proprio originato dal nome dell’importante sovrano.

Molti anni più tardi, nel XV secolo, i cavalieri di Rodi, appartenenti all’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, procedettero con l’edificazione di un magneficente castello, che venne denominato Castello di San Pietro, etimo dell’attuale città di Bodrum, terminologia derivante dal latino Petreum o Petronium. Certamente l’importante contributo di questi valorosi cavalieri non si limitò al compimento di questa imponente costruzione, bensì, cercarono, inoltre, di procedere con un costante miglioramento delle difese cittadine. La protezione offerta da questo ordine cavallerizzo si estrinsecò fino al 1521. Nel 1522, gli Ottomani, sotto la direzione del Sultano Solimano il Magnifico, fecero il loro ingresso a Rodi e dopo un assedio protrattasi per oltre sei mesi, il Sultano, vittorioso, particolarmente colpito dall’austerità di vita dei monaci-soldati e dal coraggio e della temerarietà da questi dimostrato, consentì loro di abbandonare la città di Rodi, in regime di libertà, ma, solo dopo essersi fatto consegnare tutti i possedimenti dell’Ordine degli Ospitalieri nel Dodecaneso e il Castello di San Pietro.

 

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