L’antica città di Aspendos è posta a circa 15 km dal mare, particolarmente conosciuta per il suo teatro, una struttura che assicura un’acustica straordinaria, tanto da essere scelto per i festival e concerti internazionali che si svolgono con cadenza annuale.

La storia della città è molto legata ad una tradizione che vorrebbe che il sovrano allora presente, avesse bandito una gara che consisteva nel cercare ed ideare un progetto di particolare interesse per la città e che avrebbe garantito al vincitore, la possibilità di sposare la figlia del re di Aspendos. Tutti gli artigiani del luogo appena ebbero notizia di questa competizione, si misero subito al lavoro al fine di ideare il progetto che meglio potesse soddisfare le richieste del sovrano, il quale, una volta ricevute tutte le singole idee, scelse due candidati che, a suo parere, avevano meglio espresso e risposto alle necessità urbane.

Il primo candidato voleva realizzare una canalizzazione delle acque, in modo da condurre l’acqua dalle zone periferiche al centro cittadino. Il secondo candidato, invece, decise di erigere un teatro. Concluse entrambe le imponenti opere, il sovrano esaminò personalmente entrambe le realizzazioni, ma il suo stupore trovò la massima manifestazione nel teatro, grazie all’acustica dello stesso che garantiva un suono perfetto come provenisse da una fonte misteriosa e sconosciuta. Il costruttore, infatti, nascondendosi in modo da non essere visibile da parte di nessuno, pronunciò una frase “la figlia del re deve essere mia”, che piano piano riecheggiò in tutta la struttura con una profondità sempre crescente e di grande impatto per il pubblico udente. Naturalmente è facile comprendere come il vincitore della competizione fu proprio chi si occupò della costruzione del teatro, luogo nel quale si tennero anche la celebrazione e i festeggiamenti del matrimonio con la figlia del sovrano.

Un racconto molto emozionante che ricorda non soltanto come il teatro fosse all’avanguardia circa la cura dei suoni, ma altresì il più antico e solido esempio di teatro romano dell’intera Anatolia, anche se si presenta come una struttura eretta secondo i canoni della tradizione ellenistica. Si presenta come un semicerchio diviso in ulteriori due sezioni, una con 21 e l’altra con 20 postei. E’ poi presente una galleria con un loggiato e due entrate riservate alla famiglia imperiale. Sono poi presenti dei posti che erano destinati a senatori, giudici, ambasciatori e notabili della città, salvo poi riservare, anche se in posizioni meno agevoli, delle sedute per la gente comune.

Un elemento particolarmente significativo del teatro è la presenza di cinque porte destinate agli attori per fare ingresso in scena. La più grande posta al centro è la cosiddetta porta regia, mentre le altre, rispettivamente due a destra e due a sinistra, sono le porte secondarie.

Certamente ad Aspendos troviamo anche una bellissima agora, particolarmente ampia e circondata da una serie di edifici, in particolare la Basilica nella parte orientale e lo shopping center ad ovest.

La basilica ha una lunghezza di 105 m, un’altezza di 15 m e si compone di due gallerie oltre ad una serie di particolari porticati.

Il centro commerciale, invece si articola su due piani con un’estensione di circa 70 m.

Troviamo poi un’area destinata agli scienziati e agli artisti, con una forma semicircolare e articolata con delle nicchie ricoperte di preziosissimi marmi e sede di numerose statue.

Anche l’acquedotto è una struttura degna di nota, essendosi conservato anche in buone condizioni nonostante il decorso di numerosi anni. Si tratta di una struttura che presenta altezze differenti, ma il punto più elevato raggiunge i 15 m, oltre a due torri che arrivano ai 30 m di altezza. Una delle due torri è posta accanto alla collina che ospita l’acropoli, l’altra, invece, si trova alle pendici del monte. Sicuramente degna di nota è l’iscrizione che riporta una nota storica rarissima, infatti parla di una certa persona, sicuramente appartenente alla nobiltà, un certo Tiberio Claudio Italico che donò l’ingente somma di due milioni di denari per finanziare i lavori necessari a garantire l’approvvigionamento idrico alla città.

BAGNI E PALESTRA

E’ ormai comprovata la presenza, in epoca antica, di bagni e palestre nell’area sud, nonchè ai piedi della collina che ospitava la splendida cittadina. Si trattava di edifici particolarmente esteso.

TEATRO

Il teatro di Aspendos è senza dubbio più famoso della città stessa e ancora oggi è conservato in buonissime condizioni, tanto da essere considerato uno degli edifici di epoca romana, meglio conservati al mondo. Si presenta come una struttura semicircolare, edificato durante il regno di Marco Aurelio. La sua capacità era di ben 18.000 spettatori con passaggi ad arco e gallerie longitudinali nella sezione superiore che, naturalmente era poi collegata alla sezione inferiore. Da rilevare è anche la presenza di alcune postazioni che riportano un’iscrizione, un’incisione con un nome, a significare che si trattava di posti sempre riservati alle persone indicate, un privilegio per pochi e selezionatissimi spettatori. La struttura si presenta come un trionfo e un elogio allo stile Romano, ma, incredibile è di notevole impatto è anche la suddivisione su più piani. Le entrate riservate agli spettatori erano poste in entrambi i lati, in quanto gli ingressi centrali erano destinati agli attori. Il palco era decorato con due serie di colonne decorate con delle rose, oltre ad essere impreziosito con delle colonne di dimensioni ridotte che facevano da cornice a delle nicchie, all’interno delle quali erano riposte delle statue.

STADIO.

Lo stadio posto nell’area a nord del teatro e si presenta ancora ben conservato. Le sue dimensioni sono pari a 220 m di lunghezza e 30 m di larghezza. Le postazioni destinate agli spettatori erano sormontate da architravi.

 

NECROPOLI

La necropoli è presente nelle adiacenze dello stadio, nello specifico nell’area a nord est dello stesso. Si articola in numerosi sarcofagi finemente scolpiti nella fredda pietra che lentamente, dietro la maestria degli scultori dell’epoca prendeva forma per essere plasmata in una delle tante meravigliose testimonianze archeologiche ancora oggi visibili.

Aspendos (1) Aspendos (3)

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