Ankara anche denominata Angora è la capitale della Turchia ed è la seconda città più popolosa del Paese, dopo Istanbul, annoverando oltre 4 milioni di abitanti. La città è posta a circa 938 metri sul livello del mare ed è la sede delle maggiori istituzioni e rappresentanze turche, in particolare del Parlamento, del governo e delle principali sedi diplomatiche straniere. La sua posizione è particolarmente rimarcabile, essendo situata giusto al centro del Paese e fungendo da vero e proprio punto strategico per la rete stradale e ferroviaria, oltre ad essere un importante polo commerciale ed industriale che si distingue soprattutto nel settore agricolo, ambito, questo, molto prolifico già nel passato, infatti Ankara era molto conosciuta e rinomata per le capre di Angora dal pelo lungo dal quale si ricavava la lana mohair, per il gatto di Angora e il coniglio di Angora molto apprezzato per il suo soffice manto, fonte dell’omonima fibra. Certamente la città era anche conosciuta per la notevole produzione di pere, miele e di un vino locale assimilabile al Moscato.

Ankara è posta al di sopra di una collina piuttosto montagnosa a circa 176 metri e si presenta come un luogo dei più aridi dell’intera Turchia, essendo circondata da steppe.

La sua nascita risale all’età bronzea, con l’insediamento della civiltà ittita che le conferì il nome di Ankuwash. Seguì poi la dominazione dei frigi, per poi conoscere intorno al 1000 a.C. un notavole incremento demografico determinato da una serie di flussi migratori provenienti da Gordio che era stata fortemente danneggiata in seguito ad un’intensa scossa sismica. Ai frigi seguirono, poi i lidi e i persiani.

Con il 277 a.C. i volci tectosagi, di chiara origine celtica la scelsero come capitale del loro impero e le mutarono nome in Ancyra.

Molti anni più tardi, nel 395 la città divenne parte integrante dell’impero romano d’Oriente e un rinomato insediamento bizantino, per poi cadere nel 1071 nelle mani del sultano selgiuchide Alp Arslan, che in seguito alla vittoria in Mantzikert prese la città dando, così, avvio ad una lunga dominazione selgiuchide e ottomana, che si protrasse fino al XX secolo. Nell’anno 1101 i Crociati, sotto la guida di Raimondo di Tolosa si appropriarono della città e la consegnarono a Bisanzio, per poi essere annessa nel 1127 al regno di Ghazi Muhammad ed essere restituita nel 1143 ai selgiuchidi. Il sultanato di Rum divenne poi un protettorato del Khan di Persia e fu questo il periodo nel quale vennero erette la grande moschea di Khane Arslan nel 1290 e il mini Kizilbey Jam nel 1299-1300 circa, opera realizzata da Yarub Ali Shir.

Il 20 luglio del 1402 Tamerlano vinse la battaglia di Ankara, sconfiggendo gli ottomani, per poi ricadere, già l’anno successivo, nuovamente in mani ottomane.

Con il 1607 la città conobbe un nuovo moto rivoltoso sotto la guida del bandito Oghlu-Kalender, ma nel 1608 la città venne restituita all gran visir Kuyudju Murad Pascià.

La vera riorganizzaziona della città avvenne, però il 7 novembre 1864, data nella quale venne suddivisa in dieci distretti, rispettivamente Ankara, Ayash, Bala, Zir, Beypazar, Djibukabad, Hayman, Sivrihisar, Mihalicdjik e Nalihan Yabanabad.

A seguito della sconfitta ottomana nella guerra del 1918 e il Congresso Nazionale di Sivas del giugno 1919, divenne la capitale del governo rivoluzionario, nonché la residenza di Mustafa Kemal Atatürk. Il 23 ottobre 1923 fu dichiarata capitale dello stato.

Photo – Amir Farshad Ebrahimi
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