Alicarnasso era il nome con il quale si identificava un’antica città greca sede del Mausoleo di Alicarnasso, considerata una delle sette meraviglie del mondo antico. Era la patria del filosofo Dionigi, di Erodoto e di Pigrete. In origine si estendeva unicamente sulla piccola isola di Zefiria che, successivamente venne unita al continente ed arrivò ad incorporare Salmace, città dei Lelegi e dei Cari.

Alicarnasso fu colonia della città di Trezene e venne saccheggiata da Alessandro Magno e a seguito della Pace di Apamea divenne città libera da qualsiasi egemonia straniera.

Il Mausoleo di Alicarnasso è la tomba che Artemisia fece erigere per il marito fratello Mausolo. Costruito da Pitide, è un’opera che vide la collaborazione di artisti quali Briasside, Leochares, Timoteo e Skopas. Purtroppo un terremoto lo distrusse e ad oggi permangono solo alcune rovine.

Certamente è da ricordare come Plinio il Vecchio descrisse l’opera maestosa che aveva lunghezza di 18, 67 metri con un perimetro totale di circa 130 metri ed un’altezza di poco superiore 11 metri. La struttura era colonnata e scolpita da vari artisti, il lato est fu oggetto dell’arte di Skopas, il lato nord da Bryaxis, il lato sud e quello ovest da Leochares. La regina committente morì prima del compimento dell’opera ma, non per questo l’opera cessò di essere portata a termine e, proprio per raggiungere questo obiettivo intervenne un altro artista, lo scultore Piti che realizzò una quadriga in marmo posta al di sopra della piramide alta quanto la parte bassa dell’edificio. I pochi resti giunti a giorni nostri sono conservati al British Museum di Londra, in particolare si tratta dei resti dei cavalli e della quadriga che sormontavano l’imponente edificio.

Photo – Carole Raddato
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